La magia di far cantare quella chitarra

28 luglio 2010
di Lara

Pura gioia ascoltare la tua musica.
Ti ho conosciuto nei lontani anni ‘80.
Con Alessandra e babbo, abbiamo avuto l’onore di vedere alcuni dei tuoi concerti ai tempi dei Dire Straits.
Ho pure scelto un paio di tue canzoni come musica per le mie gare di nuoto sincronizzato.
Ancora adesso è un piacere ascoltare la tua musica, luci soffuse e volume basso quando ho voglia di rilassarmi, o volume a palla quando ho bisogno di caricarmi.
Tu la chitarra non solo la suonavi, la facevi cantare, era come una voce, e alcune parti delle tue canzoni, specialmente nel finale, quando è tutto un crescendo, sono un’emozione unica.
Difficile scegliere la canzone preferita, non ce n’è una che primeggia su tutte, ognuna di loro è legata ad un ricordo e ad un momento particolare della mia vita.
Di sicuro, quella che più mi dà carica è Sultans of swing; non trovo, al momento, canzone così intesa da trasmettermi scariche di energie come questa.

Di te è stato detto:
« Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte. »

Come negare ciò…

Voce di Stratocaster:
Sultans of swing

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Tunnel of love

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Telegraph Road

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Postato in Dedicato a | Commenti (1)

Un commento a “La magia di far cantare quella chitarra”

  1. Lara ha detto:

    [Da Jacopo, dm su FB]Cara Lara,
    Leggendoti nel tuo blog mi immagino di te come una ragazza spendida, incredibilmente sensibile, ma che ha sofferto e forse continua a soffrire molto.
    Stupidamente, e non saprei dirti di più, mi sento un po’ più vicino a te per la stessa immensa passione che abbiamo in comune per la chitarra di Mark Knoplfer e per i Dire Straits… Anche io, ancora oggi, ho bisogno di sentirmi pervadere dalla musica di sultans of swing per ricaricarmi!
    Tutto ebbe inizio nel 1983 quando ascoltai per caso una registrazione del concerto al Vigorelli di Milano (1981) che inizia con “the good, the bad, and the ugly” di Morricone eseguita da Knopfler.
    Un abbraccio,
    Iacopo.

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